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Game: Skyrim

Buon Natale. Vorrei approfittare di questo giorno per aggiornare il blog parlandovi di un titolo non proprio nuovissimo. Anzi, nel 2026 saranno trascorsi ben 15 anni dalla sua prima uscita. Sto parlando di  The Elder Scrolls V: Skyrim Special Edition per Xbox One . Dopo tanti anni decido di tornare nel mondo di Tamriel. Uscito il giorno 11 novembre 2011 (11-11-11), The Elder Scrolls V: Skyrim è il quinto capitolo di una saga nata nel 1994 con il primo titolo Arena . Skyrim è un gioco di ruolo che fa parte del sottogenere action RPG . Nel gioco controlliamo direttamente il nostro personaggio interagendo con il mondo circostante e combattendo, utilizzando una visuale in soggettiva o in terza persona. A differenza del tradizionale gioco di ruolo fantasy, il nostro personaggio non appartiene ad una specifica classe, ma ha accesso a tutte le abilità tipiche (combattimento con armi, magia, oratoria, furtività... ), ma sta a noi scegliere quali migliorare, a seconda delle nostre pre...

Cos'è un gioco di ruolo?

È una domanda che mi sono sentito porre spesso, ed alla quale provo un discreto divertimento nel rispondere. Il gioco di ruolo è sempre stato un fenomeno di nicchia, a volte circondato da un alone di pregiudizio, in cui i giocatori vengono spesso immaginati come individui con scarsa autostima e difficoltà relazionali.

Ora che i videogiochi hanno raggiunto uno stato di maturità, il gioco di ruolo è diventato un vero e proprio genere, e la maggior parte dei titoli per le console delle ultime generazioni ne conservano anche molte meccaniche, creando schiere di inconsapevoli appassionati di giochi di ruolo.

Ma l'autentico gioco di ruolo è quello di fatto di carta e matite, e di ore trascorse in gruppo attorno ad un tavolo.

Una volta avrei detto, semplificando al massimo, che un gioco di ruolo è un gioco da tavolo senza tabellone. In questo modo pensavo di farmi capire, ma mi sbagliavo: facevo solo capire come appare una partita ad un gioco di ruolo, ma non spiega cosa sia.

Oggi direi che in gioco di ruolo è prima di tutto un gioco di interpretazione. Assumiamo il controllo di un personaggio, di un alter ego, di un avatar, di una versione di noi stessi che può essere molto simile a noi ma anche totalmente differente.
Attraverso il nostro personaggio, ne incontriamo degli altri e viviamo un'avventura.
Il non avere di fronte a noi un tabellone con le caselle non è una privazione, ma una libertà. Andiamo oltre i confini di quello schema impostato, possiamo trovarci in luoghi sempre diversi e non dobbiamo per forza seguire la direzione imposta, ma possiamo fermarci, tornare indietro, osservare un dettaglio, ragionare... E tutto con la nostra immaginazione.

Ad oggi, esistono molteplici giochi di ruolo o di narrazione, ognuno dei quali ha un sistema di regole differente. Regole che possono essere semplici o molto complesse, ma che hanno in comune un sistema matematico: per affrontare determinate azioni, ed avere un modo di gestire la riuscita o il fallimento in maniera equilibrata, saremo chiamati ad affrontare dei test in cui entratanno in gioco i valori numerici del nostro personaggio.

Il nostro alter ego, avrà certamente un aspetto, un carattere... Ma anche dei valori che serviranno a definire le sue capacità fisiche e intellettive, e non è detto che siano le stesse che avete voi!

Prendendo ad esempio il più celebre gioco di ruolo del Mondo ovvero Dungeon & Dragons.
Su D&D il nostro personaggio possiede delle caratteristiche a cui viene attribuito un valore numerico: forza, costituzione, destrezza, intelligenza, ecc.
Ovviamente maggiore è questo valore e più abile il personaggio in quella caratteristica.
Ma questa è solo la punta dell'iceberg. É dalla loro combinazione che ne esce la reale efficacia in determinate situazioni.
Ad esempio, la famigerata destrezza (che non significa velocità) da la possibilità di utilizzare armi di una certa complessità, ma è combinata con la forza che consente al personaggio di impugnare un'arma particolarmente pesante.
A questo si aggiungono le abilità, ovvero delle specializzazioni aggiuntive che favoriscono azioni specifiche. Ad esempio un ladro, che possiede un abilità di scassinatore, si troverà in vantaggio nell'aprire un forziere.



Una volta creato il nostro personaggio (procedimento che richiede spesso un'intera sessione di gioco) siamo pronti per farlo partecipare all'avventura.

Ed ecco che qui entra in gioco una figura importantissima di cui spesso però ce se ne dimentica, con la conseguenza che molti si allontanano dal gioco di ruolo, proprio per via delle sua cattiva gestione: il ruolo del master.

Il master (che viene chiamato in vari modi a seconda dei giochi) è colui che espone l'avventura, controlla i personaggi non giocanti, i nemici e tutti gli eventi che si svolgono nel corso dell'avventura.
Anche se il suo ruolo è narrare la vicenda, non è solamente un mero narratore, ma un vero e proprio regista di tutti gli elementi di gioco, oltre al saper moderare il comportamento dei giocatori che partecipano alla partita.
Un buon master ha padronanza delle regole del gioco, studia preventivamente l'avventura, ne prevede eventuali svolte inaspettate, e soprattutto sa coinvolgere i giocatori, perché lo scopo è quello di divertirsi.
Per quanto mi riguarda ho partecipato sia a partite in cui ci si focalizzava molto sul risultato numerico, con la conseguenza di assistere a partite ridotte ad un eccessivo lancio dei dadi, sia a partite in cui si è pensato prima di tutto a vivere assieme un'avventura incentrata sull'interpretazione, che secondo me è il vero obiettivo del gioco di ruolo. Ammetto che, nel secondo caso, ricordo più nitidamente le scene che ho vissuto assieme ai compagni del mio gruppo, anche se risulta più difficile per chi magari prova vergogna.

Per questi motivi, l'abilità del master è un elemento cruciale per avvicinarsi al gioco di ruolo senza rimanerne delusi.

Facendo un rapido confronto tra il gioco di ruolo che definirei "tradizionale" e quello elettronico, mi viene da sorridere pensare che, mentre il primo viene spesso attribuito ad individui con difficoltà relazionali, a volte anche un po' sfigati, il secondo viene esaltato e percepito come una figata, nel continuo tentativo di nobilitazione dei videogiochi.
Per quanto non ci veda nulla di sbagliato nel dare al videogioco il giusto valore, è in quello elettronico che ci si estranea dalla realtà, mentre invece nel gioco di ruolo tradizionale si verifica un confronto con altri individui, primo tra tutti il master che racconta l'avventura, e gli altri giocatori, con i quali si coopera.

Nella mia breve esperienza di docente, in cui ho avuto a che fare con molti adolescenti, ho realizzato che il gioco di ruolo può essere estremamente utile nello sviluppo dei ragazzi.
Non soltanto nell'incoraggiare l'immaginazione, ma anche nel sviluppare una migliore consapevolezza del tempo: oggi sono talmente abituati alla velocità delle informazioni che fanno fatica a tollerare le attese, ed ecco per cui non sono invogliati da attività "lente" come la lettura.

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