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Game: Skyrim


Buon Natale.
Vorrei approfittare di questo giorno per aggiornare il blog parlandovi di un titolo non proprio nuovissimo. Anzi, nel 2026 saranno trascorsi ben 15 anni dalla sua prima uscita.
Sto parlando di The Elder Scrolls V: Skyrim Special Edition per Xbox One. Dopo tanti anni decido di tornare nel mondo di Tamriel.

Uscito il giorno 11 novembre 2011 (11-11-11), The Elder Scrolls V: Skyrim è il quinto capitolo di una saga nata nel 1994 con il primo titolo Arena. Skyrim è un gioco di ruolo che fa parte del sottogenere action RPG. Nel gioco controlliamo direttamente il nostro personaggio interagendo con il mondo circostante e combattendo, utilizzando una visuale in soggettiva o in terza persona.
A differenza del tradizionale gioco di ruolo fantasy, il nostro personaggio non appartiene ad una specifica classe, ma ha accesso a tutte le abilità tipiche (combattimento con armi, magia, oratoria, furtività... ), ma sta a noi scegliere quali migliorare, a seconda delle nostre preferenze di gioco. Inoltre non è presente un gruppo o un "party" da più personaggi, anche se è possibile avere alcuni gregari nel gioco.

La versione Special Edition arriva nel 2016 e include tutte le espansioni rilasciate (Dawnguard, Heartfire e Dragonborn), il supporto alle mod anche su console ed alcuni miglioramenti grafici che ne migliorano l'impatto visivo.

A prescindere dalle informazioni sul titolo, talmente famoso che credo che oramai chiunque conosca anche solo per sentito dire, il senso del mio racconto è parlarvi della mia personale esperienza.

I videogiochi mi affascinano da sempre, ma andando avanti con l'età e con l'aumentare di impegni e responsabilità, il tempo da dedicare a questo hobby non solo si riduce drasticamente, ma diventa complicato approcciarsi in modo qualitativamente efficace, con il giusto grado di attenzione e coinvolgimento, affinché giocare diventi un momento appagante.
Ed è chiaro che, nel momento in cui mi è venuta voglia di riprendere un titolo complesso ed enorme come Skyrim, ho avuto qualche dubbio.
Skyrim è un gioco lungo, immersivo, ricco di cose da fare e richiede tempo libero. Come avrei potuto giocarlo in modo continuo, senza perdermi tra le varie missioni? Aveva senso spendere dei soldi, per quanto pochi, per un titolo a grande rischio di abbandono?

Tuttavia ho voluto provare ugualmente, anche mettendo in pratica consigli letti qua e la su internet rivolti a videogiocatori non più giovanissimi.

E devo dire che ho avuto piacevoli sorprese.

Premessa: avevo già giocato Skyrim diversi anni fa ma senza completare la trama principale. Non ricordo per quanto tempo, ma sicuramente ho trascorso diverse decine di ore all'interno del gioco. Quindi parliamo di un titolo a me familiare per meccaniche, tempi e narrazione.

Ho deciso di adottare questo stile di gioco: sto avanzando con calma, senza la fretta di voler progredire ma concentrandomi sui momenti trascorsi all'interno del titolo, a volte anche semplicemente mettendomi ad osservare il panorama.
Se ho un obiettivo nella mappa, non mi focalizzo sul raggiungimento, ma sul viaggio che sto intraprendendo, fermandomi quando incontro dei luoghi che catturano la mia attenzione o raccogliendo ingredienti per l'alchimia. A volte decido interrompere la partita quando semplicemente raggiungo quella ritengo sia una tappa.
Devo dire che questa cosa funziona: dando maggiore importanza al viaggio rispetto alla metà, il tempo trascorso all'interno del gioco diventa molto più gratificante, si apprezzano meglio gli elementi dello scenario e si percepisce il respiro epico del titolo, grazie anche alla musica.

Un buon consiglio da dare a vecchi videogiocatori che desiderano ricominciare a giocare, è quello di recuperare un vecchio gioco che si conosce, perché aiuterà sia ritrovare feeling con i comandi, sia a riprovare la sensazione di meraviglia di un tempo. Una cosa che un titolo nuovo non è detto che vi darà.

Un'altra mia riflessione è scaturita da un'inevitabile confronto ad un altro titolo su cui ho dedicato parecchio tempo e del quale ho già parlato: No Man's Sky.
Per quanto io adori No Man's Sky, mi sono reso conto di quanto la caratteristica di gioco procedurale possa essere un po' limitante. Per quanto i mondi da visitare siano visivamente gradevoli e ben diversificati, risultano spesso anonimi e poco stimolanti, privi di quella unicità che solo una progettazione umana può conferire.
Solo dopo gli aggiornamenti sale un po' di curiosità per scoprire le nuove aggiunte, ma mancando una reale progettazione dietro agli scenari, non vi è realmente incentivati ad esplorare.
Vero che Hello Games rilascia numerose espansioni gratuite, ma oltre alla novità, che cosa comporta in pratica? Che periodicamente di tempo, siano intervalli di mesi ma anche settimane, mi appare un aggiornamento di circa 10 Gigabyte che mi obbliga a rimandare la partita.
Sotto il profilo crafting invece, nulla da dire, il gioco è valido e mi entusiasma ancora. Ma sono azioni del gioco che richiedono molto tempo.



Con Skyrim ho invece ritrovato il gusto di esplorare con curiosità, fino ad imbattermi a qualcosa di davvero bello e sconosciuto. Il gioco poi è completo, non rischio mai di avviarlo e trovare un aggiornamento inaspettato, una cosa a cui mi stavo un po' abituando visto che è la principale caratteristica dei titolo che stavo giocando recentemente.

Per me riprendere in mano Skyrim è stato un ritorno al gioco di una volta, e che mi sono reso conto di quanto mi stava mancano.

Ultimamente stavo dedicando tempo a giochi come eFootball, Destiny 2, Rocket League ed il già nominato No Man's Sky. Titoli molto diversi, ma che mi stavano dando un modo di giocare che definisco frammentario.

eFootball è praticamente un semplice gioco di calcio. Seppure ben fatto, considerando il fatto di essere gratuito, ma ben lontano dai fasti di Pro Evolution Soccer. Sebbene sia possibile giocare in singolo, senza per forza doversi misurare con avversari reali con l'online, il fulcro del gioco è la costruzione della squadra perfetta e dell'ottenimento di ricompense, come giocatori, punti esperienza e abilità.

Destiny 2, per quanto molto ricco a livello di storia e di ambientazione, e forte di un giocabilità soddisfacente, diventato quasi fastidioso con i continui traguardi da inseguire. Anche questo è diventato free-to-play, le attività da svolgere sono diverse e abbastanza diversificate. Ad ogni nuova stagione Bungie rilascia un "assaggio" della nuova campagna, che bisogna acquistare per proseguire nel gioco. L'obiettivo finale, diventare sempre più potenti, ottenere le armi e le armature più rare.

Rocket League divertente certo, ma sempre orientato all'ottenimento di ricompense, prevalentemente estetiche, di carattere stagionale, quindi con un certo grado di rarità. Il cuore pulsante del gioco è l'online, ed essendo un titolo che richiede grande abilità e padronanza dei comandi, a volte risulta frustrante.

E tutti questi titoli richiedono aggiornamenti periodici, che costringono il giocatore a stare al passo.

Non nego che questi giochi siano divertenti, anzi, ho trascorso diverso tempo, il punto però è che sono sempre stato mosso dal desiderio di ottenere la ricompensa.

Il concetto di ricompensa non è di per sé un problema: qualsiasi videogioco offre una forma di ricompensa a seguito di un'attività: affrontare un dungeon impegnativo in un gioco fantasy mi permetterà di ottenere degli oggetti equivalenti al grado di difficoltà. Disputare una finale di calcio mi permette di vincere il trofeo. È chiaro che sapere di avere un premio mi incentiva a svolgere quell'attività.

Il problema però è quando la ricompensa diventa qualcosa un regalino o un gettone pensato solo per tenerti all'interno del gioco. Ci sono giochi che ti premiano solo per aver avviato la partita.

Sono queste le cose che mi stanno facendo perdere di vista il vero senso del giocare cioè divertirmi in senso puro, essere io e il gioco e trascorrere del tempo assieme.

La ricompensa più grande nel giocare ad un videogame, ma anche nello svolgere qualsiasi attività pensata per essere piacevole, è lo svolgimento stesso dell'attività.
Se mi sento bene e appagato non ho bisogno del regalo a fine partita. Se ne sento il bisogno, o se il desiderio della ricompensa è più importante dell'esperienza, significa che c'è qualcosa che non sta funzionando.

Le immagini presenti nell'articolo sono state acquisite tramite console Xbox One. The Elder Scrolla V: Skyrim è un videogioco creato da Bethesda Game Studios nel 2011.

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