Per quanto ricordiamo tutti il campionato del mondo del 1994 per la finale contro Brasile, e per la triste conclusione di quella partita, a me piace ricordare un match in particolare (ma non credo di essere il solo).
Il cammino dell'Italia di Arrigo Sacchi nel mondiale USA 94 fu caratterizzato dalle polemiche: un percorso mediocre nel corso dei gironi, che ci consenti di accedere agli ottavi di finale da ripescati, e la delusione dell'uomo del mondiale, ovvero Roberto Baggio.
Agli ottavi di finale ci si presenta la Nigeria come avversario, che si era distinta nel proprio girone arrivando in cima alla classifica.
La Nigeria passa in vantaggio, e di fronte ad un arbitraggio poco equo (vi ricordate l'espulsione di Zola?) la nostra nazionale si avvia verso un'eliminazione dal torneo piuttosto patetica.
A due minuti dalla fine però accade qualcosa: gli azzurri si trovano nell'area avversaria, il pallone finisce sui piedi di Baggio che colpisce rasoterra un tiro insidioso.
Il portiere non ci arriva, la palla carambola nell'angolo basso della porta.
Siamo tutti increduli: l'Italia pareggia.
Forte di una fiducia ritrovata, l'Italia arriva ai supplementari, ed è lo stesso Baggio a trasformare il calcio di rigore che permetterà agli azzurri il passaggio ai quarti di finale e ad un brusco cambio di registro della competizione.
Per quanto forse non si trattò della partita più bella giocata nel corso di quel mondiale, è certamente la più emozionante. Ancora oggi provo una sadica curiosità nell'immaginare che cosa sarebbe accaduto se quel pallone non fosse carambolato in rete nel minuto 88.
Probabilmente esiste un universo parallelo in cui è stata la Nigeria a passare il turno, con i nostri rientrati in patria accolti come i peggiori traditori della bandiera.
Per fortuna noi ci troviamo nell'universo dell'Italia finalista e siamo lieti, perlomeno, di avere un ricordo abbastanza bello di USA 94.
l'Italia scese in campo con il completo fuori casa, composto da maglia e pantaloncini bianchi con decorazioni azzurre.
La Nigeria vestì invece la prima divisa, completo interamente verde con dettaglio bianco sulla parte alta del petto, versione proposta dalla collana Subbuteo la Leggenda (2012) nell'uscita numero 66.
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