Riprendiamo il racconto della mia esplorazione del sistema Ubliku XII.
Questa volta ho voluto provare una tecnica che ho scovato leggendo qua e la su internet.
La caratteristica principale di No Man's Sky è l'esplorazione. Quindi da un'esplorazione ne consegue un raccoglimento di dati.
Per quanto No Man's Sky abbia al proprio interno un sistema di catalogazione di materiali e specie, con possibilità di fare upload delle nostre scoperte, quello che sembra manchi è un resoconto accurato delle specifiche dei pianeti che compongono il sistema solare una volta che questi vengono scoperti, in particolare relativamente alle dimensioni dei corpi. Eppure, nel database interno vengono catalogati pianeti secondo caratteristiche in senso assoluto, come il più caldo, il più freddo, il più grande, il più piccolo.
Mi viene da pensare che alcune informazioni vengano volutamente tenute nascoste per consentire ai giocatori di escogitare dei metodi per scoprirle. Una di queste è la dimensione dei pianeti.
Ho provato a fare una ricerca, e mi sono imbattuto in un metodo alquanto curioso per ricavare questa informazione visitando lo stesso pianeta, ed ho deciso di sperimentarlo sul pianeta
Ewyn Beta, del quale ho parlato nella
parte 2.
Il primo elemento a cui bisogna fare attenzione si trova nel lato sinistro del pannello nell'astronave (in questo caso il velivolo che sto utilizzando è un esploratore). A fianco del radar, sono riportati due valori numerici, che appaiono appena si entra nell'atmosfera del pianeta.
Questa coppia di valori sono delle coordinate che ci dicono in che punto del pianeta ci troviamo. Nella parte alta dello schermo si trova la bussola, e possiamo vedere il cambiamento dei valori se ci dirigiamo verso un punto cardinale.
Il valore più a sinistra si riferisce alla posizione nell'asse Nord / Sud, dunque la latitudine, mentre l'altro valore si riferisce all'asse Ovest / Est, quindi la longitudine. Se voliamo puntando in direzione Nord, ad un certo punto giungeremo in un punto in cui l'indicatore segna +90,00.
Questo punto è il Polo Nord del pianeta. Qui piazzo un radiofaro di salvataggio.
Potete notare che il valore a sinistra (latitudine) è fisso a +90,00.
A questo punto lascio la zona per dirigermi a Sud, verso il punto del pianeta in cui il valore diventa -90,00.
Una volta atterrato nel Polo Sud, posso impostare la rotta verso il radiofaro di salvataggio precedentemente piazzato. Lo scanner mi dice la distanza che separa la mia attuale posizione da quel punto.
La bussola mi dice che dista 409 ks. Ma che cosa mi dice questa distanza? Ho provato a scoprirlo, ma non prima di aver costruito due rifugi, uno al Polo Nord ed uno al Polo Sud.
Fatto questo, decido lasciare il pianeta. Lo osservo dallo spazio.
Lo scanner mi mostra la posizione delle basi Polo Nord e Polo Sud.
Si può notare che gli indicatori sembrano trovarsi in due posizioni diametralmente opposte tra loro, quindi è realistico pensare che siano i poli.
Voglio capire a che cosa corrisponde il dato di 409 ks, e per farlo utilizzo un po' di geometria: porto la mia navicella in una posizione tale da trovarmi alla stessa distanza dalle due basi nei Poli, in modo da essere perpendicolare all'asse di Ewyn Beta.
Inoltre, per facilitarmi i calcoli, mi posiziono a 500.000 u dal pianeta.
Ecco quello che vedo:
- il Polo Nord dista 647 ks.
- il Polo Sud dista 640 ks.
- Ewyn Beta dista 500.000 u che corrispondono a 500 ks.
Ipotizziamo 409 ks sia la distanza effettiva percorribile per raggiungere il Polo Nord e il Polo Sud, quindi una semicirconferenza di Ewyn Beta. La circonferenza diventa 818 ks. Da questo dato possiamo ricavare il diametro 818:π = 260 ks, e ottenere così il raggio, 130 ks.
Decidiamo per i Poli una distanza media, cioè 644 ks.
Immaginiamo adesso un triangolo rettangolo formato da questi vertici:
- La mia posizione nello spazio.
- Il centro del pianeta.
- Uno dei Poli.
Se l'ipotenusa "i" misura 644 e il cateto maggiore "CM" misura 630 (500 + 130), applicando il Teorema di Pitagora possiamo verificare che il raggio del pianeta, ossia il cateto maggiore "cm", sia effettivamente 130 ks.
Quindi, al quadrato di "i" tolgo il quadrato di "CM":
√(i)² - (CM)² =
√(644)² - (630)² =
√414.736 - 396.900 =
Ottengo il quadrato di "cm" di cui faccio la radice quadrata:
√16.900 = 130
L'operazione dimostra che la misura rilevata con il metodo del radiofaro è effettivamente la semicirconferenza del pianeta.
Si potrebbe, a questo punto, fare una costatazione: non si sa bene a quanto corrisponda 1 u, l'unità di misura base per le distanze in No Man's Sky, ma ipotizziamo che corrisponda ad un metro terrestre.
La circonferenza di Ewyn Beta diventerebbe di 818 km. All'incirca quanto la distanza tra Milano e Salerno.
Il diametro sarebbe di 260 km, poco meno della distanza tra Ancona e Reggio Emilia.
Da questo si deduce che i pianeti sono veramente minuscoli rispetto alla Terra. Ma anche rispetto alla Luna, il cui diametro misura circa 3470 km.
Non so dire in quale categoria di grandezza può essere classificato Ewyn Beta, ma nel mio personale viaggio, il pianeta piu grande che ho incontrato ha il raggio di poco maggiore.
Questo non rappresenta assolutamente un difetto di No Man's Sky, vista la vastità della galassia e il numero dei pianeti visitabili. Anzi, forse una maggiore grandezza dei corpi sarebbe stata inutile.
Tuttavia questo dettaglio ci fa rendere conto di come la percezione della dimensione e degli spazi sia assolutamente relativa e condizionata dalla nostra esperienza.
Le immagini presenti nell'articolo sono state acquisite tramite console Xbox One. No Man's Sky è un videogioco creato da Hello Games nel 2016.
Commenti
Posta un commento