Creato da David Braben e pubblicato da
GameTek nel 1993 (fonte: Wikipedia), si trattava di un simulatore di volo spaziale che offriva l'opportunità di esplorare una porzione di universo, decidendo liberamente che cosa fare all'interno, se diventare cacciatori di taglie, pirati, commercianti, insomma il giocatore era libero di scorrazzare, visitando pianeti e stazioni spaziali, potenziando il proprio velivolo. La cosa sbalorditiva, oltre ad una particolare accuratezza fisica, è che i 100 miliardi di sistemi visitabili erano contenuti in un singolo floppy disk da 1,44 megabyte.
Di questo gioco ricordo che non riuscii mai ad avanzare efficacemente, per via della localizzazione in lingua inglese e di un livello di difficoltà per me fuori portata. Mi è tuttavia rimasto nel cuore, dato il mio interesse per l'astronomia e la fantascienza.
Capirete quindi che, quando venne annunciato No Man's Sky, per me fu una gioia.
Si, non mi sto dimenticando dell'esistenza di altri titoli sul genere di Frontier, in particolare la serie X, ma si trattava di titoli estremamente complessi e che non riuscivo a padroneggiare, visto che nel frattempo avevo abbandonato il gaming su PC.
No Man's Sky, essendo pensato per le console, mi sembrava il perfetto compromesso.
No Man's Sky nasce da un intimo desiderio del creatore Sean Murray, cioè mettere il giocatore nella vastità di un universo da scoprire, fatto di sistemi, pianeti, creature, tutte diverse grazie alla generazione procedurale. L'ambizione di creare un gioco talmente da vasto da rendere impossibile anche solo esplorarne una minuscola parte.
Tutti ormai sanno di come il lancio del gioco si sia rivelato disastroso, con un gioco ben al di sotto di quanto promesso e mostrato, al punto che lo studio Hello Games fu accusato di pubblicità ingannevole.
Fortunatamente, lo studio si rimboccò le maniche, sviluppando una serie di espansioni gratuite e modificando pesantemente il gioco inizialmente rilasciato, trasformandolo in qualcosa di completamente diverso, più ricco, più complesso, più vicino a quella visione iniziale che aveva Sean Murray.
No Man's Sky è una bellissima storia di una rinascita, di un gioco rilasciato frettolosamente, forse a causa di pressioni esterne, che ha deluso fortemente chi lo ha provato, ma che negli anni si è rinnovato continuamente.
No Man's Sky è uscito nel 2016 e ad oggi assistiamo a continue nuove feature.
Io personalmente ho provato No Man's Sky su tre piattaforme diverse, su PS4, su PC e su Xbox One, su cui sto attualmente giocando.
Su PS4 provai la versione originale del gioco. Devo dire che la primissima impressione che ebbi quando lo avviai fu molto positiva: il caricamento con le centinaia di miliardi di stelle che vengono incontro è magnetico. I primi momenti di gioco, in cui si appare in un pianeta sconosciuto a fianco di un velivolo danneggiato, genera estrema curiosità. Le prime fasi sono molto belle, e devo dire si supera anche la grafica molto elementare. Il senso di immensità e di desolazione traspare sin dalle prime schermate, facendo emergere già a quel tempo una precisa identità del gioco.
Tuttavia si tratta di un videogioco, e l'esperienza ludica deve soddisfare determinati parametri. Basta poco per trovarsi di fronte ai primi problemi: le stazioni spaziali sono tutte uguali, i pianeti scarni e monotoni. Tanta, troppa desolazione e ripetitività, già dopo il terzo pianeta visitato arriva la noia.
Per ragioni personali dovetti vendere la console, quindi non potei provare gli aggiornamenti futuri.
Qualche tempo dopo, invogliato dagli aggiornamenti più importanti, uno su tutti l'aggiornamento Foundation, nel quale veniva introdotto il sistema di costruzione, decisi di rischiare e prenderlo per PC, sperando che mio modesto laptop potesse farlo girare. Fortunatamente No Man's Sky è estremamente personalizzabile a livello grafico, per cui è stato possibile giocarci bene senza rinunciare a nulla.
Qui ho potuto ammirare un No Man's Sky sensibilmente rinnovato, con una maggiore varietà visiva, una gestione dell'inventario migliorata, insomma mi sono trovato di fronte un gioco più bello e più interessante.
Da qualche anno possiedo un Xbox One ed ho deciso di riprendere No Man's Sky su questa console per una maggiore comodità. Inoltre, gli aggiornamenti più recenti hanno reso No Man's Sky non più adeguato per il mio PC, iniziando a subire crash e addirittura senza più avviarsi.
Su Xbox One ho quindi un migliore feeling generale, e anche a livello grafico va tutto meglio, peccato per qualche glitch strano sugli effetti grafici.
No Man's Sky è un titolo che amo, in cui si possono fare tantissime cose, ma in cui bisogna saper gestire la propria partita per non perdersi. Io personalmente passo momenti in cui gioco più spesso, ad altri in cui lo metto in pausa per mesi, questo per via della sua natura così libera e per certi versi dispersiva.
La generazione procedurale mostra i limiti legati alla mancanza di una vera e propria progettazione degli elementi. Le stazioni spaziali sono bellissime, ma, all'interno, sono tutte identiche. In realtà questo, nell'attuale stato del gioco, non rappresenta un grosso problema, per via del fatto che, offrendo le stazioni spaziali una gran varietà di servizi e potenziamenti, la configurazione identica rende la visita più funzionale.
A differenza di Fronter, No Man's Sky non è un simulatore spaziale. La nostra navicella non risente di particolari limiti legati alla fisica. Il sistema di atterraggio è sempre guidato, sia nelle stazioni spaziali che nella superfici dei pianeti, una caratteristica presente sin dal lancio, e che fa parte proprio del tipo di gioco.
Ma c'è da dire che, sempre a differenza di Frontier, in No Man's Sky la nostra avventura si svolge sia a bordo del velivolo che a piedi. Anzi, possiamo decidere di insediarci in pianeta e costruirci sopra tutto ciò che vogliamo, popolarlo.
No Man's Sky è un immenso parco giochi in cui lo scopo primario è certamente il viaggio tra le stelle. Si può benissimo scorrazzare per i vari sistemi, osservare pianeti e magari fare qualche foto. La diversità di biomi e di effetti grafici introdotti nei più recenti aggiornamenti, rende la visita delle superfici aliene molto più stimolante, con bellissimi e suggestivi scorci.
Ma può essere anche una specie di simulazione di vita, riprendendo le meccaniche di Minecraft. No Man's Sky, ad oggi, è molto simile al titolo Mojang. Si possono accumulare risorse e realizzare costruzioni e marchingegni, modellare il terreno a nostro piacimento per renderlo compatibile con i nostri progetti.
Per questo motivo credo che in No Man's Sky lo scopo viene dato dal giocatore stesso.
Per quanto sia presente una sorta di trama, un obiettivo dato dagli sviluppatori, che è quello di raggiungere il centro della galassia, secondo me il modo migliore per godersi questo gioco è trovare il proprio di obiettivo.
Ogni giocatore di No Man's Sky si racconta un viaggio e una storia differente, e godersi questi piccoli traguardi permette di apprezzare al meglio tutte le meraviglie che offre questo titolo.
Per questo motivo, non si tratta di un gioco per tutti. Ma secondo me tutti dovrebbero provarlo, in relax, senza fretta, e perdersi un po' nello spazio.
Nella prossima puntata vi parlerò più in dettaglio di alcune mie esplorazioni.
Le immagini presenti nell'articolo sono state acquisite tramite console Xbox One. No Man's Sky è un videogioco creato da Hello Games nel 2016.
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